La frequenza degli incontri viene calibrata sulle specifiche esigenze e sulla natura della richiesta. Solitamente, nella fase iniziale, le sedute hanno una cadenza settimanale, per permettere di costruire una buona alleanza e iniziare a lavorare sugli obiettivi. Con il progredire del percorso e il raggiungimento dei primi sblocchi, lo spazio tra un incontro e l'altro tende a dilatarsi progressivamente, per favorire l’autonomia.
Il costo delle sedute varia in base al setting (individuale, di coppia o familiare) e segue i criteri di equità e decoro professionale. Al fine di garantire la massima trasparenza, la tariffa dello studio verrà comunicata e concordata già al momento del primo contatto telefonico e scritto per la presa dell'appuntamento.
Le prestazioni psicoterapeutiche sono esenti IVA e detraibili come spese sanitarie.
Offro la possibilità di svolgere i colloqui sia in presenza presso il mio studio che online attraverso piattaforme di videochiamata sicure. La modalità online si rivela una risorsa preziosa per chi ha difficoltà di spostamento, risiede in un'altra città o necessita di flessibilità. Durante il primo contatto potremo valutare insieme quale modalità sia più indicata per la specifica situazione.
Gli imprevisti possono accadere. Chiedo la cortesia di comunicare l'eventuale disdetta o richiesta di spostamento con un preavviso di almeno 24 ore lavorative rispetto all'orario fissato. Questo mi permette di riorganizzare l'agenda dello studio e di offrire ad altri pazienti un'eventuale fascia oraria rimasta libera.
Assolutamente sì. Come psicoterapeuta sono strettamente vincolata al segreto professionale, tutelato dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani e dalle attuali normative sulla privacy (GDPR). Tutto ciò che emerge all'interno della stanza di terapia – o durante i contatti preliminari – rimane protetto dalla massima riservatezza.
No, il percorso individuale rimane uno spazio strettamente confidenziale e riservato. Nell'approccio sistemico-relazionale la rete familiare è la lente attraverso cui leggiamo il disagio e le risorse, ma questo non significa che i propri familiari debbano essere fisicamente presenti. Sarà la persona a “portare” la sua storia e le sue relazioni all'interno dello studio. Qualora in futuro si valutasse l'utilità di una seduta congiunta, questa verrebbe preventivamente discussa e concordata insieme.